Elenco degli enti del Terzo Settore accreditati presso l'Aics.

L’AICS - Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo-, con delibera n. 173 del 21/12/2017, ha approvato le “Linee guida per l’iscrizione all’elenco dei soggetti senza finalità di lucro“; gli Enti del Terzo Settore (ETS) potranno quindi avanzare la richiesta di iscrizione all’elenco pubblico delle Organizzazioni della Società civile (OSC) e altri soggetti senza finalità di lucro, ai sensi dell’art. 26 della Legge n. 125/2014.

L’approvazione delle Linee Guida ha conosciuto un iter molto dibattuto, con l’Agenzia e alcune Ong, da una parte, intenzionate a tenere un “elenco corto” e a introdurre criteri selettivi atti a limitare un Elenco formato da un numero eccessivo di soggetti; e le organizzazioni di rappresentanza come la AOI, cui pure VIM aderisce, che hanno cercato di sostenere la posizione di un’asticella di ingresso bassa e accessibile per molte associazioni, senza far con questo coincidere l’immediata possibilità di accedere anche ai bandi di finanziamento.

Le Linee Guida approvate non saranno facili per la maggioranza delle associazioni, che non siano già ONG, per dimostrare il possesso di requisiti francamente un po’ alti e selettivi. Per le nostre organizzazioni, ad esempio, non è facile possedere gli ultimi 3 bilanci annuali “certificati”, non tutte hanno una sede in disponibilità propria, poche hanno personale a tempo pieno e pochissime hanno svolto attività di cooperazione, il cui importo globale delle iniziative realizzate nel triennio precedente, sia stato pari o superiore a 120.000 euro e comprendente almeno una iniziativa di importo superiore a 30.000 euro.  

Ad ogni buon conto, sul sito web dell’AICS sono pubblicate le Linee Guida (sotto riportiamo gli articoli a noi interessanti) e la modulistica per fare richiesta di adesione per chi possiede i requisiti.

 

1.           OGGETTO

L’articolo 26, comma 3, della legge n. 125/2014 dispone che sia il Comitato congiunto a fissare i parametri e i criteri sulla base dei quali le Organizzazioni della Società Civile (OSC) e altri soggetti senza finalità di lucro, così come individuati dal comma 2 del citato articolo 26, sono iscritti, a seguito di verifiche da parte del competente Ufficio dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), in apposito Elenco (di seguito, “Elenco”) pubblicato e aggiornato periodicamente dall’AICS. Le presenti Linee guida, pertanto, stabiliscono i requisiti e disciplinano il procedimento per l’iscrizione nell’Elenco e hanno carattere vincolante. Le presenti Linee Guida e gli allegati, parti integranti delle medesime, sono pubblicati sul sito web dell’AICS (www.agenziacooperazione.gov.it)

2. CONTENUTO DELL’ELENCO

 L’Elenco contiene, per ciascuna Organizzazione della Società Civile o altro soggetto senza finalità di lucro di cui sono state positivamente verificate la competenza e l’esperienza sulla base dei parametri e dei criteri definiti nelle presenti Linee Guida e deliberati dal Comitato Congiunto ai sensi dell’art. 26, comma 3 della Legge n. 125/2014, le seguenti informazioni:

a) Acronimo

 b) Denominazione

 c) Codice fiscale/P.IVA

c) Sede

d) Indirizzo

e) Sito Internet

f) Numero Decreto Iscrizione all’Elenco e relativa data.

 

 3. SOGGETTI LEGITTIMATI A RICHIEDERE L’ISCRIZIONE

 I soggetti legittimati all’iscrizione in Elenco sono quelli individuati al comma 2 dell’articolo 26 della legge n. 125/2014:

a) Organizzazioni Non Governative (ONG) specializzate nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario;

b) Enti del Terzo Settore (ETS) non commerciali (di cui all'articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106) statutariamente finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale; 4

c) Organizzazioni commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito che nel proprio statuto prevedano come finalità prioritaria la cooperazione internazionale allo sviluppo;

d) Organizzazioni e associazioni delle comunità di immigrati che mantengano con le comunità dei Paesi di origine rapporti di cooperazione e sostegno allo sviluppo o che collaborino con soggetti provvisti dei requisiti di cui al presente articolo e attivi nei Paesi coinvolti;

e) Imprese cooperative e sociali, organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, fondazioni, Organizzazioni di Volontariato1 e le Associazioni di Promozione Sociale2 qualora i loro statuti prevedano la cooperazione allo sviluppo tra i fini istituzionali;

f) Le organizzazioni con sede legale in Italia che godono da almeno quattro anni dello status consultivo presso le ECOSOC. L’iscrizione nell’Elenco non dà automaticamente titolo a partecipare alle procedure comparative pubbliche di cui al comma 4, dell’articolo 26 della legge n. 125/2014. I requisiti di partecipazione saranno di volta in volta definiti dagli avvisi pubblici, previsti dalla lettera b) del comma 2 dell’articolo 18 del DM n. 113/2015.

 

 4. REQUISITI PER L’ISCRIZIONE

 I requisiti per l’iscrizione all’Elenco, inclusi quelli già previsti dall’articolo 17, commi 1 e 2 del DM n.113/2015 (di seguito “Regolamento”) , sono i seguenti:

1. Le OSC e gli altri soggetti senza finalità di lucro istituiti in Italia devono essere costituiti con atto pubblico o scrittura privata autenticata e rientrare in una delle categorie previste dall’articolo 26, comma 2, della legge n. 125/2014. Ciò vale sia per l’Atto costitutivo, sia per lo Statuto parte integrante dello stesso. Qualora l’OSC istante sia costituita ai sensi della legislazione di uno Stato membro dell'Unione Europea diverso dall’Italia, l’Atto costituivo e lo Statuto devono avere la forma prevista dalla legislazione dello Stato membro di appartenenza. Nel caso in cui l'Atto costitutivo e lo Statuto siano formulati in lingua diversa da quella italiana, a tali atti dovrà essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme, nel rispetto del DPR n. 445/2000.

2. Agire con modalità conformi ai principi della Legge n. 125/2014 e rispettare gli standard internazionali in materia di diritti umani, responsabilità sociale e tutela ambientale.

3. Non essere debitori verso la pubblica amministrazione per debiti certi, liquidi ed esigibili, comprese le situazioni debitorie derivanti da revoca di contributi.

4. Non avere tenuto comportamenti connotati da grave negligenza o malafede nella realizzazione di progetti o nell’esercizio delle proprie attività.

5. Non essere incorso in alcuno dei motivi di esclusione previsti dai commi 1-3, 5-12 dell'articolo 80 del D.lgs n. 50/2016.

6. Non perseguire finalità di lucro e prevedere la destinazione di ogni provento, anche derivante da attività commerciali accessorie o da altre forme di autofinanziamento, per il solo svolgimento delle attività statutarie o a incremento del patrimonio. Sono fatte salve diverse specifiche disposizioni di legge relative a ciascuna categoria di soggetti elencati all’articolo 26, comma 2, della legge n. 125/2014. Le OSC e i soggetti che presentano domanda di iscrizione all’Elenco devono, in tal caso, richiamare chiaramente la disposizione normativa di destinazione degli utili e degli avanzi di gestione applicata.

7. Non essere controllati da, né collegati a soggetti aventi finalità di lucro, in modo tale che questi ultimi possano trarre un beneficio dai contributi pubblici ricevuti dall’OSC richiedente.

 8. Dare le seguenti adeguate garanzie di solidità finanziaria e capacità operativa:

A. I bilanci analitici relativi all’ultimo triennio devono essere corredati da certificazione rilasciata dall’organo di revisione contabile, il cui rappresentante sia iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili o nel Registro dei revisori legali di cui al D. Lgs n.39/2010; nell’ultimo triennio non deve essere stato riportato un deficit complessivo di gestione superiore al 20% delle entrate totali. I bilanci annuali devono essere pubblicati sul sito web del richiedente, insieme alla relazione del revisore, alla descrizione delle attività svolte e ai risultati ottenuti nelle attività realizzate.

B. Disponibilità di strutture: disponibilità effettiva di una sede operativa stabile e continuativa in Italia, con locali adeguati alle attività svolte o da svolgere presso i quali assicurare la reperibilità con proprio personale.

C. Disponibilità di personale: quella equivalente all’attività svolta a tempo pieno per almeno un anno e da almeno un’unità lavorativa, formalmente alle dipendenze del richiedente, anche se a titolo di volontario, secondo la normativa vigente. Tale requisito deve essere comprovato mediante dimostrazione dell’assolvimento degli oneri fiscali, contributivi e assicurativi, previsti dalla normativa vigente con una autodichiarazione resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000.

9. Documentare di aver realizzato iniziative di cooperazione allo sviluppo per la realizzazione di interventi e l’esecuzione di iniziative progettuali di medio o lungo periodo in Paesi Partner (“DAC LIST OF ODA RECIPIENTS” pubblicata dall’OCSE), anche attraverso partenariati con soggetti locali nel rispetto dell’ownership dei processi di sviluppo, oppure documentare di avere realizzato iniziative di educazione della cittadinanza globale principalmente in Italia o in uno o più Stati membri 6 dell'Unione europea. Le iniziative devono in ogni caso perseguire gli obiettivi di cui all’articolo 1 della Legge n. 125/2014. L’importo globale delle iniziative realizzate, nel triennio precedente, deve essere stato pari o superiore a 120.000 euro, comprendente almeno una iniziativa di importo pari o superiore a 30.000 euro.

Ai fini di una valutazione positiva delle attività di cooperazione, non è considerato sufficiente lo svolgimento di:

a. sole attività accessorie in iniziative elaborate e realizzate principalmente da soggetti terzi;

 b. mera raccolta e trasferimento fondi, per la realizzazione di iniziative elaborate e realizzate esclusivamente da soggetti terzi, nel quadro di partenariati di durata inferiore ai 12 mesi, senza alcuna dimostrazione, nè controllo della destinazione e dell'utilizzo dei fondi trasferiti;

c. mera attività di supporto a iniziative politico-diplomatiche;

d. iniziative connesse ai fenomeni migratori svolte in Italia o in Paesi non inclusi nella “DAC list of ODA recipients” pubblicata dall’OCSE (a titolo esemplificativo e non esaustivo: azioni di soccorso in mare (S.A.R); di gestione di profughi in campi di transito e/o di gestione dei minori non accompagnati in Italia e in Stati membri dell'Unione europea);

e. di mero rimpatrio volontario assistito non coadiuvato da un processo formativo sia pre, sia post rimpatrio o da un processo di reinserimento lavorativo nel Paese di origine adeguatamente documentato.

Tale elenco di attività è da considerarsi esemplificativo e non esaustivo. In particolare, si escludono le attività che, per normativa primaria e secondaria, siano attribuite ad altre amministrazioni dello Stato e non afferiscono alla cooperazione internazionale allo sviluppo.

 

10. Dimostrare di possedere capacità di autofinanziamento e di reperimento di fondi diversi da quelli pubblici. In particolare, i soggetti richiedenti devono dimostrare di avere disposto di risorse finanziarie diverse da quelle erogate da enti pubblici, anche sovrannazionali, in misura non inferiore al 5 per cento delle proprie entrate globali, nel triennio di riferimento.