Calamità naturali in Madagascar e rafforzamento delle comunità locali. Primi passi per il volontariato italiano nel mondo della protezione civile

51 morti, 22 dispersi, 161.000 persone sinistrate, migliaia gli sfollati, 28 le strutture sanitarie pubbliche danneggiate; anche quest’anno il bilancio della stagione dei cicloni è inclemente, con AVA che ha colpito duramente soprattutto la parte nord orientale e centrale. Tra le zone più colpite dal ciclone ce ne sono anche diverse interessate dalla presenza del volontariato italiano, come Vohipeno e Ambatondrazaka.

Il Madagascar è regolarmente colpito dai cicloni, l’anno scorso a marzo Enawo aveva ucciso 78 persone; negli ultimi dieci anni, il Madagascar è stato colpito da quarantacinque cicloni e tempeste tropicali. Quasi sempre senza attenzioni da parte dell'informazione italiana.

 

In questo contesto di forti cambiamenti climatici, sempre più le Associazioni si troveranno a dover fronteggiare situazioni di emergenza a favore della popolazione, per le quali siano necessarie immediate azioni d'emergenza.

Purtroppo ogni ciclone sembra sia il primo, la resilienza e le capacità organizzative necessarie, sia di previsione che di allerta, di soccorso, di pronto intervento e riattivazione dei servizi fondamentali, non sembrano conoscere miglioramenti sensibili. Nelle zone colpite sono basse le scorte alimentari ed idriche di emergenza, i luoghi di ricovero sicuro sono pochi, i tempi di risposta della struttura di protezione civile sono lunghi nei centri maggiori, ma possono anche essere assenti nelle zone isolate dall'esondazione dei fiumi.

Anche come Coordinamento delle associazioni ci stiamo interessando per la formazione e l'accreditamento in un Programma europeo di invio di volontari di protezione civile, EU AID VOLUNTEERS, promosso e finanziato dalla Direzione generale per gli aiuti umanitari e la protezione civile dell'Unione Europea (ECHO) .

Dopo un web course online seguito da Carlo Di Chiara, nostro sostenitore ad Antananarivo, sarà la volta di Marco a seguire la formazione per l’accreditamento delle associazioni che potranno fare “hosting” di giovani esperti di protezione civile all’interno di questo programma della UE cui ci candidiamo .

 

Le Associazioni interessate ad entrare nel programma per l’ospitalità di esperti, l’inserimento in programmi di protezione civile e l’avvio di iniziative di formazione e sensibilizzazione sul luogo, sia nei confronti delle calamità improvvise (cicloni, terremoti, alluvioni) che di resilienza agli eventi estremi come la siccità o la denutrizione, sono pregate di inviare una manifestazione di interesse al Coordinamento!