APPROFONDIMENTI: MADAGASCAR TRA I PAESI CON PIÙ ALTO PEGGIORAMENTO DELLA DENUTRIZIONE NELL'ULTIMO DECENNIO, SECONDO LA FAO.

Il Madagascar è tra i 3 Paesi al mondo col più alto peggioramento della denutrizione nell'ultimo decennio, secondo l'ultimo rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e della fame nel mondo pubblicato dalla FAO.

Il rapporto ha messo in luce che sono 3 i Paesi nei quali la percentuale di peggioramento supera il 7% nel decennio, ovvero mentre il resto dell’Africa migliorava di 7 punti la percentuale afflitta da denutrizione, questi al contrario peggioravano del 7% e sono: Madagascar, Uganda, Repubblica Centrafricana.

- Sono 9 i Paesi che, in controtendenza, nel decennio 2004-06 / 2014-2016 hanno aumentato la percentuale di popolazione denutrita: Madagascar, Uganda, Zimbabwe, Namibia, Sud Africa, Swaziland, Repubblica Centrafricana, Guinea Bissau, Liberia. Di questi ben 6 appartengono all’Africa Australe, quella più tagliata fuori dagli aiuti internazionali, finiti per concentrarsi nella regione saheliana e sub-saheliana o, più in generale, nei Paesi coinvolti nei fenomeni migratori o in conflitti.

- I Paesi in negativa controtendenza, con eccezione della RCA, sono Paesi relativamente pacifici, democratici e senza fenomeni di radicalizzazione religiosa.

- Sono 7 i Paesi in cui il tasso di denutrizione conosciuto supera il 40% della popolazione:
1) RCA 58,6%
2) Haiti 46,8%
3) Zambia 45,9%
4) Zimbabwe 44,7%
5) Liberia 42,8%
6) Madagascar 42,3%
7) Rwanda 41,1%

- I Paesi con denutrizione > 40% sono invece pressochè ininfluenti nel fenomeno migratorio (< 1% della popolazione dei migranti in Italia) .

- Sono 3 i Paesi nei quali la percentuale di peggioramento supera il 7% nel decennio, ovvero mentre il resto dell’Africa migliorava mediamente del 7%, questi peggioravano del 7% e sono: Madagascar, Uganda, Repubblica Centrafricana.

- In termini assoluti i 5 Paesi in cui è maggiormente aumentato il numero di persone denutrite sono:
1) Uganda 8,4 milioni
2) Nigeria 5,1 milioni
3) Madagascar 3,9 milioni
4) Tanzania 3,8 milioni
5) Iraq 2,5 milioni.

 

Conclusioni: non è generalizzato il miglioramento della sicurezza alimentare, importante in Paesi che hanno stabilmente beneficiato degli aiuti internazionali, in quanto interessati da migrazioni, conflitti, tensioni, ma poco significativo o addirittura significativamente peggiorato in Paesi estranei a queste dinamiche, in particolare concentrati nell'Africa Australe.

Anche i criteri e le scelte delle misure di contrasto alla denutrizione appaiono casuali e incoerenti: dei 49 progetti finanziati (su 118 progetti presentati) con i fondi dell'Otto per mille a gestione dello Stato italiano del 2016 alla categoria “fame nel mondo”, con dotazione di appena 8.180.187 €, solamente 3 ricadono in Paesi con situazione in peggioramento oppure con % della popolazione denutrita stabilmente > 40% (2 in Guinea Bissau e 1 in RCA) , ma uno stesso numero è destinato a Paesi con popolazione denutrita stabilmente collocata nel decennio a percentuali inferiori o simili a quella europea media del 2,5%.

Nel contrasto alla fame contano quindi altre considerazioni, ben diverse dalle percentuali di popolazione denutrita, dai numeri assoluti di persone sofferenti, dagli indici di povertà, dall’equità e simmetria nella distribuzione degli aiuti.

E tra i Paesi maggiormente "in uscita" dalle dinamiche di aiuto internazionale, tutti concentrati nell'Africa Australe, che maggiormente pagano il salato conto dei conflitti medio-orientali e nord-mediterranei, troviamo proprio il Madagascar, tra i Paesi al mondo più abbandonati dagli aiuti internazionali, al penultimo posto per APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo)/pro capite, seguito solamente dalla Corea del Nord di "Rocket-man".

Il Madagascar nel periodo appena concluso, per scelte o non scelte che non compete a noi giudicare, non ha ancora risolto il fenomeno della fame dei segmenti di popolazione più poveri e nelle aree maggiormente colpite da carestie e siccità, col poco invidiabile risultato di + 3,9 milioni di persone denutrite in un decennio.